Miglionico è uno di quei borghi che si svelano lentamente. Arroccato su una collina a pochi chilometri da Matera, è associato all’imponente Castello del Malconsiglio, eppure i suoi tesori più preziosi si trovano in luoghi più tranquilli. Qui, un capolavoro di un maestro del Rinascimento veneziano, una firma misteriosa nascosta come un topolino in un affresco e secoli di storie convivono con sorprendente naturalezza.

Nel cuore del borgo sorge la Chiesa di Santa Maria Maggiore, che custodisce lo straordinario Polittico di Miglionico, dipinto nel 1499 da Giovanni Battista Cima da Conegliano e composto da diciotto pannelli incentrati sulla Madonna in trono con il Bambino, circondata da santi e figure francescane. Ciò che mi affascina di più non è la sua dimensione, ma la sua luce. Cima, uno dei grandi maestri del Rinascimento veneziano, dipinse figure di straordinaria serenità e luminosità; sembrano irradiare una presenza tranquilla. Un importante intervento di restauro, condotto con la consulenza di esperti fiorentini, ha contribuito a recuperare gran parte dello splendore originale dell’opera, permettendoci di apprezzare i colori delicati e gli straordinari dettagli che rendono questo capolavoro così speciale.

A pochi passi di distanza, nella Cappella Fieramosca, ci attende un’altra storia. Uno degli affreschi raffiguranti la Nascita della Vergine contiene un dettaglio che molti visitatori trascurano senza accorgersene. Vicino al bordo inferiore della scena, compare un minuscolo topolino osservato da un gatto con un mantello. La tradizione locale narra che il pittore abbia scelto il topolino come propria firma, un modo discreto per comunicare un messaggio misterioso all’interno dell’opera pur rimanendo nascosto alla vista. Che si tratti di leggenda o realtà, quel dettaglio invita i visitatori a osservare con maggiore attenzione e ci ricorda che l’arte spesso racchiude storie nascoste tanto quanto ciò che vediamo a prima vista.

Davanti a queste opere, mi viene in mente che alcune delle scoperte più gratificanti non si trovano nei musei famosi o nelle destinazioni affollate, ma nei piccoli villaggi dove l’arte, la storia e la memoria locale fanno ancora parte della vita quotidiana. Basta rallentare il passo, guardare più da vicino e assaporare il piacere di cogliere i dettagli.